Rubino
Il rosso del rubino non assomiglia al rosso di nessun'altra pietra. È un rosso che ha peso, che ha calore, che in certi esemplari raggiunge un'intensità quasi irreale — quello che i gemmologi chiamano pigeon's blood, sangue di piccione, il colore più ricercato e più difficile da trovare nei rubini di qualità superiore. Non è un paragone poetico: è una classificazione precisa che indica una saturazione specifica, con una componente leggermente violacea che lo rende unico.
È una varietà di corindone, la stessa famiglia dello zaffiro, ma con la presenza di cromo che gli conferisce quel colore inconfondibile. Proprio il cromo è anche responsabile di un fenomeno curioso: sotto luce ultravioletta il rubino fluorisce, si illumina di un rosso ancora più vivo. Una caratteristica che contribuisce a quella sensazione di pietra viva, quasi in movimento, che si percepisce guardandola in condizioni di luce diverse.
Per secoli è stato considerato la più preziosa delle gemme — più dello stesso diamante in alcune culture asiatiche, dove il rubino birmano era riservato alla nobiltà e ai re. Il Myanmar resta ancora oggi l'origine più prestigiosa, con i rubini di Mogok considerati il riferimento assoluto per colore e qualità. Ma pietre eccellenti provengono anche da Mozambico, Sri Lanka e Thailandia.
Nei gioielli Tabacco il rubino è montato in oro 18kt, preferibilmente giallo o rosa, che ne esaltano la profondità cromatica senza spegnere il calore del rosso. La selezione privilegia pietre con colore uniforme, buona trasparenza e trattamenti dichiarati — un aspetto importante in una gemma dove i trattamenti termici sono diffusissimi e non sempre comunicati con chiarezza.
È il gioiello per le occasioni che contano davvero. Per una proposta, un anniversario importante, un regalo che deve arrivare senza bisogno di spiegazioni.