Tanzanite
La tanzanite ha una caratteristica che nessun'altra gemma può vantare: esiste in un solo posto al mondo. Una striscia di terreno di circa otto chilometri quadrati alle pendici del Kilimanjaro, in Tanzania, è l'unica fonte conosciuta di questa pietra. Non è una questione di rarità relativa — è una rarità assoluta, geograficamente circoscritta, che secondo le stime attuali potrebbe esaurirsi nell'arco di qualche decennio.
Fu scoperta nel 1967 da un cercatore di pietre masai, Manuel de Souza, che inizialmente la scambiò per zaffiro. L'errore è comprensibile: il blu della tanzanite è intenso, profondo, con una componente violacea che in certi esemplari prende il sopravvento e porta la pietra verso tonalità che non appartengono a nessun'altra gemma. È questo effetto — chiamato pleocroismo — a renderla unica dal punto di vista ottico: a seconda dell'angolazione e del tipo di luce, la stessa pietra può mostrare blu, viola e persino un bronzo rossastro. Tre colori in una sola gemma, visibili semplicemente ruotandola tra le dita.
Tiffany & Co. fu la prima grande maison a commercializzarla su scala internazionale, negli anni Settanta, dandole il nome che porta ancora oggi — un omaggio al paese di origine. Da allora la tanzanite ha conquistato un posto stabile tra le gemme più desiderate, con una domanda che cresce mentre la disponibilità tende a diminuire.
Nei gioielli Tabacco la tanzanite è montata in oro 18kt, preferibilmente bianco, che ne esalta la componente blu e lascia che il viola emerga con la luce. La selezione privilegia esemplari con colore saturo e buona trasparenza — le caratteristiche che in questa pietra fanno la differenza maggiore sul risultato finale.
Per chi vuole una gemma con una storia precisa, un'origine unica e una bellezza che non passa inosservata, la tanzanite è una scelta che difficilmente lascia indifferenti.