Smeraldo

C'è un verde che nel mondo della gioielleria appartiene solo allo smeraldo. Non è il verde brillante del tsavorite né quello olivastro del peridoto — è un verde profondo, vellutato, con una complessità cromatica che cambia a seconda della luce e che in certi esemplari raggiunge una bellezza difficile da descrivere senza averla vista dal vivo.

È una varietà di berillo, come l'acquamarina, ma con la presenza di cromo e vanadio che gli conferiscono quel colore inconfondibile. Proprio questi elementi chimici sono anche responsabili di una caratteristica che distingue lo smeraldo da quasi tutte le altre gemme: le inclusioni interne, chiamate jardin — giardino, in francese — che i gemmologi non considerano necessariamente difetti ma parte integrante dell'identità della pietra. Uno smeraldo completamente privo di inclusioni è talmente raro da essere guardato con sospetto.

La Colombia resta l'origine più prestigiosa, con le miniere di Muzo e Chivor che producono da secoli gli esemplari più apprezzati al mondo per intensità e purezza del colore. Pietre di altissima qualità provengono anche da Zambia, con un verde leggermente più bluastro, e dallo Zimbabwe, con esemplari più piccoli ma dal colore molto saturo.

È una gemma che richiede attenzione nella gestione quotidiana — meno dura del rubino e dello zaffiro, più sensibile ai colpi — ma che ripaga questa cura con una presenza scenica che poche altre pietre possono vantare. Il taglio a smeraldo, quello rettangolare con angoli smussati, non è nato per caso: è stato sviluppato proprio per valorizzare al massimo la profondità cromatica di questa pietra.

Nei gioielli Tabacco lo smeraldo è montato in oro 18kt, spesso giallo, che crea con il verde un contrasto caldo di grande eleganza. La selezione segue criteri rigorosi su colore, trasparenza e trattamenti — in una gemma dove le resine di riempimento sono prassi comune, sapere cosa si sta acquistando fa tutta la differenza.

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