I miti e le false credenze sulle perle

Le perle sono da sempre simbolo di purezza ed eleganza e oggi, come ieri, ci piace indossarle e portarle come gioielli; che siano bianche, grigie, rosa o di altre sfumature, le amiamo per la loro bellezza e unicità, e perché riescono ad arricchire immediatamente ogni tipo di abito e di look, conferendo un allure di classe a chiunque le porti. Tra tutti i materiali preziosi, la storia delle perle è la più antica. Sono conosciute fin dalla Preistoria poiché i primi uomini le trovarono per caso esplorando le rive; capirono subito che si trattasse di una magnifica creazione della Natura ma non sapevano spiegarsi come si formassero. Ciò ha suscitato in loro mistero e fascinazione, tanto che cominciarono a conferire alle perle delle proprietà magiche e ad inventare su di loro favolosi miti. Tutti i popoli della Terra ne rimasero affascinati, quindi nel corso dei secoli, e con l'alternarsi delle diverse culture, le leggende sulla loro simbologia mutarono sempre più fino ad arrivare ai nostri giorni. Ma la caratteristica che da sempre accomuna tutti questi miti è che la perla sia l'archetipo della femminilità e del mistero della fecondità. Se siete curiosi di scoprire il perché e quali false credenze sulle perle permangono ancora ai nostri giorni continuate a leggere questo articolo.

Quali sono i miti e le false credenze nate attorno alla perla?

E perché è legata al mondo femminile?

Come dicevamo, la storia delle perle è molto antica. Già circa 2000 anni prima di Cristo le perle erano commerciate e usate come moneta di scambio in Oriente. Le prime leggende mistiche infatti derivano proprio dall'antica Persia e dalla prima cultura Cinese, dove si credeva che le perle si formassero grazie all'effetto di un lampo sul mare, o per la caduta di gocce di rugiada di Luna. Quindi fin dai primi tempi i miti sulle perle hanno sempre avuto a che fare con i fenomeni naturali e con l'unione di Fuoco, Cielo e Acqua. In Cina una leggenda antichissima raccontava che le prime perle si fossero formate quando la Luna, regina del cielo notturno, espanse sulla Terra la sua luce argentea e le Ostriche salirono fin sulla superficie del mare per accogliere i suoi raggi. Per questo motivo le perle sono state identificate con lo Yin che è la forza creatrice femminile della filosofia cinese, e rappresenta il mondo notturno e umido. Mentre una leggenda Indù fa risalire il ritrovamento della prima perla al dio Krishna che l'avrebbe raccolta dal fondo dell'Oceano per ornare sua figlia il giorno del suo matrimonio, come simbolo di bellezza e purezza della sua anima. Quindi già si capisce come le perle siano state da sempre identificate con il mondo lunare femmineo e con il concetto di purezza. Gli antichi Greci conoscevano già le perle per influenza del mondo Orientale (le chiamavano ''margarites o màrgaros'' dal Sanscrito ''mañg'iara'' che significava gemma e dalla parola persiana ''murwari'' che significava figlia della luce) e quando Alessandro Magno conquistò i territori orientali, cominciarono anche loro a commerciarle e ad ornarsi con esse, soprattutto si usava portare orecchini di perle sia per le donne che per gli uomini. Anche i Greci dell'epoca Ellenistica quindi identificarono le perle come simbolo di fecondità e di purezza d'animo, tanto è vero che le hanno adottate come simbolo della dea dell'Amore, Afrodite, che secondo il mito trae la sua origine dalla spuma del mare che si infrange sugli scogli e nasce proprio su una conchiglia, come lo ha perfettamente dipinto il Botticelli nel suo capolavoro ''Nascita di Venere'' (Venere è il nome latino di Afrodite). Per i Greci quindi le perle erano l'emblema dell'amore e della femminilità pura e portavano prosperità, ed essendo Afrodite anche la dea del matrimonio le perle erano considerate il dono perfetto per le spose come buon augurio di fecondità. La stessa simbologia la ritroviamo nell'antico Egitto, dove i faraoni di epoca Tolemaica dedicavano le perle alla dea Iside, e dove secondo la leggenda Cleopatra conquistò Marco Antonio proprio con una perla. I Romani chiamavano le perle ''margarita'' per influenza del greco, o ''pĕrnŭla'', e cominciarono ad ornarsi di meravigliosi gioielli grazie ai ricchi bottini di guerra che portavano dalla Persia a Roma, dove quindi le perle cominciarono ad andare di gran moda, portate sia come gioielli dalle famiglie più ricche sia come ornamenti per le vesti dei Triumviri e degli Imperatori in seguito.

Il concetto di candore come purezza d'animo è stata ripresa anche dai primi Cristiani, i quali associarono il bianco della perla a Gesù e al Regno dei Cieli, e il Verbo di Dio veniva definito raro, prezioso e illuminato come una perla, degno di essere custodito con cura perché è difficile da trovare. Nei Vangeli infatti spesso le parabole di Gesù contengono simbologie con le perle che evocano quindi la Fede Cristiana. E la perla divenne anche il simbolo dell'Immacolata Concezione e della salvezza dell'anima. Durante i successivi secoli si affermò quindi la consuetudine di raffigurare la Madonna e le Sante adornate con delle perle sulle vesti e sui capelli per simboleggiare la loro purezza d'animo e la loro castità. Cosa che, per imitazione, cominciarono a fare anche le Regnanti di tutta Europa come icona di virtù femminile e di bellezza eterea; anche i Re amavano decorare le proprie corone e mantelli di perle sferiche bianche che rappresentavano la perfezione del loro potere e della loro nobiltà.

Come nacque la credenza che le perle portassero male?

Come dicevamo, le perle venivano usate molto nelle raffigurazioni e pitture sacre come icone di castità e purezza religiosa. Fu durante il Medio-Evo che alcuni artisti iniziarono a raffigurare le lacrime della Madonna come delle perle a forma di goccia. E dato che le pitture sacre erano diffuse in ogni corte e ogni chiesa di tutta Europa, le dame cominciarono ad associare le perle di forma allungata come portatrici di lacrime. Questa convinzione restò ancorata al pregiudizio per molti secoli; addirittura in epoca Vittoriana si diffuse una leggenda che diceva che le mogli dei pescatori orientali di ostriche perlifere diventavano molto presto vedove a causa della pericolosità di questo tipo di pesca (prima che ideassero le colture di perle, bisognava pescarle nelle profondità marine). Da quel momento in poi quindi vennero considerate come presagi di sventure e portatrici di sfortune amorose. In seguito però si disse che le perle costituivano cattivi presagi solo per le donne sposate, e che quindi le fanciulle o le donne molto mature potevano indossarle. Più avanti le voci continuarono a modificare questa storia, fino ad acquisire più o meno la credenza che è arrivata anche ai nostri giorni, e cioè che una sposa può indossare le perle se il giorno del matrimonio ne regala una ad un'amica ancora nubile, o se paga simbolicamente con una moneta la persona che gliele regala, in questo modo si scongiura la sfortuna.

L'uso delle perle oggi. Per quale occasione sono adatte?

Per fortuna oggi queste superstizioni hanno perso di attendibilità e credibilità. Inoltre negli anni '50/'60 vennero portare alla ribalta dall'attrice Audrey Hepburn che le sfoggiava con molta grazia ed eleganza e divennero quindi l'icona per eccellenza del fascino senza tempo. Ai giorni nostri molte spose scelgono le perle per il proprio matrimonio, in effetti il candore, la lucentezza e la forma sferica, si adattano perfettamente all'eleganza dell'abito da sposa, ed esaltano la bellezza e raffinatezza della donna. E anzi, riprendendo i miti greci, rappresentano un buon augurio di fertilità e prosperità per la coppia, e in questo caso le lacrime saranno solo di gioia e felicità!

Altre credenze passate dicevano anche che non si potevano regalare alle donne con meno di 50 anni, oppure che le perle ''invecchiassero'' il look delle ragazze. Ma sono solo convinzioni di un retaggio culturale antico. Regalare a qualcuno delle perle è come fare un omaggio alla sua bellezza e alla sua femminilità, a qualsiasi età. Inoltre una ragazza giovane può scegliere dei modelli più moderni con perle più grandi e colorate se proprio non ama i modelli classici. Quindi via libera a bracciali, collane, spille e anelli di perle come regali per compleanni o anniversari senza timore di ''portar male''. Un'altra occasione ideale è per la Laurea poiché le perle in questo caso rappresentano la saggezza e la nobiltà d'animo della neo laureata.

Come scegliere le perle?

Le perle naturali possono essere di diversi colori, le più diffuse sono bianche, crema, grigie, rosa o bronzo, tutte con diverse sfumature e cangianze. In natura non si trovano 2 perle identiche, proprio perché sono create dalle ostriche in maniera del tutto naturale e anzi la loro unicità è la caratteristica che le rende così preziose. Il colore delle sfumature che prende in base alla luce viene chiamato ''oriente'' che in latino significa ''il sorgere del sole'' ed è ciò che rende le perle così cangianti e riflettenti. Più l'oriente dona profondità e lucentezza e più la perla acquista valore.

La forma può essere perfettamente sferica, allungata a forma di goccia, oppure di tipo barocca, cioè irregolare. La loro forma non viene in nessun modo modificata dall'uomo, le perle nascono così in Natura, non hanno bisogno né di levigatura né di taglio.

Ad oggi vengono coltivate sia in acqua dolce che in acqua salata, queste ultime sono le più preziose.

Le perle di Tabacco Gioielli

Abbiamo quindi spiegato come le perle ancora oggi conservino un fascino tutto particolare e sono molto amate per la loro esclusività e ricercatezza, che siano ancora capaci di evocare fascinazione, e il perché le vecchie credenze non abbiano alcun fondamento e siano tradzioni ormai superate. Adesso non tí resta che scegliere le tue preferite dalla nostra selezione. Noi di Tabacco Gioielli proponiamo moltissimi modelli per tutte le tasche e i gusti, sarà impossibile non trovare quella perfetta che faccia al caso tuo!